Per il buon funzionamento della tiroide sappiamo essere fondamentali alcuni oligoelementi, come iodio e selenio, dei quali è indispensabile assumere la giusta quantità, poiché una loro carenza può far aumentare il rischio di malattie tiroidee. In particolare eventuali iodio-deficienze durante la gravidanza sono in grado di causare danni al feto. Spesso si rivela perciò consigliabile una strategia di integrazione mirata, a supporto dell’alimentazione, per raggiungere livelli adeguati di iodio nell’organismo.

La somministrazione orale di alcuni prodotti in compresse può però risultare difficoltosa, perché le molecole delle sostanze in esse contenute sono spesso “idrofobe”, ovvero poco solubili nei sistemi acquosi: un’innovativa tecnologia farmaceutica, utilizzata oggi in alcuni integratori per la tiroide, risolve il problema, convertendo la forma liquida contenente il farmaco in una forma solida, la “softgels” o “capsula molle”.

Le capsule molli permettono di migliorare l’assorbimento del principio attivo rispetto alla compressa, in quanto l’involucro si rompe nell’arco di pochi minuti rilasciando la sostanza che si dissolve in pochi minuti, a qualunque livello di acidità gastrica.

Le sostanze liberate diventano più rapidamente disponibili, e in questo modo anche l’assorbimento nell’intestino è più rapido rispetto alle formulazioni solide.

Capsule molli: come funzionano? La formulazione liquida contenente il principio attivo è racchiusa all’interno di una capsula di morbida gelatina che protegge le molecole dall’ossidazione.
Vengono così assicurati tempi rapidi di dissoluzione e assorbimento in qualunque condizione di pH.

Perché sceglierle? Le capsule molli sono gradite dai consumatori perché sono facili da deglutire, pratiche e danno migliori garanzie di assorbimento e stabilità di prodotto, offrendo:

  •  Dosaggio più preciso e maggiore efficacia rispetto alle compresse
  •  Stabilità dei principi attivi
  •  Maggiore biodisponibilità
  •  Facilità di somministrazione.