Dieta e buon funzionamento della tiroide sono strettamente legati, ma gli elementi utili alla difesa della ghiandola, al mantenimento di un’efficiente sintesi ormonale e alla prevenzione di eventuali patologie, non sempre vengono assunti in misura sufficiente con una normale alimentazione. Alcuni oligoelementi essenziali sono infatti contenuti nei cibi in quantità limitate, a causa della loro scarsa presenza nell’acqua e nel terreno di coltivazione o allevamento.
Ecco che allora diventa fondamentale far ricorso a una corretta e specifica integrazione.
Se l’importanza di un adeguato apporto di iodio all’organismo attraverso l’utilizzo del sale iodato è, tutto sommato, abbastanza nota ed evidenziata, non altrettanto si può dire per un altro elemento altrettanto importante per la funzionalità tiroidea: il selenio.
Questo oligoelemento ha molti benefici effetti per la salute e in particolare una funzione di rilievo nella produzione degli ormoni tiroidei: in pratica è un componente indispensabile del sistema di enzimi che trasformano la T4 (tiroxina) in T3 (triiodotironina) e una sua carenza può provocare una ridotta di produzione di quest’ultima.

Inoltre, da studi effettuati in paesi con bassi livelli di selenio nel suolo, è emerso come questo elemento abbia un ruolo chiave nel migliorare le capacità di difesa “ossidativa” di tutto l’organismo, e specificamente della tiroide.
È stato evidenziato in particolare che un’insufficienza di selenio potrebbe “innescare” una tiroidite cronica autoimmune in soggetti predisposti.
Fonti naturali di selenio sono frattaglie, pesce, molluschi, carne, latticini, frutta, verdura e noci ma,oltre al fatto che l’elemento deve essere presente nel terreno o nell’acqua, bisogna anche considerare che circa il 50-60% dell’elemento ingerito viene eliminato con le urine. Una valida ragione per dare una mano al nostro organismo, garantendogli la quantità giornaliera adeguata attraverso l’uso di specifici integratori alimentari.