È stata da poco pubblicata sulla rivista “Current Opinion in Endocrinology, Diabetes and Obesity” una review degli studi riguardanti la relazione tra tiroide e selenio, che ha confermato quanto già emerso da ricerche precedenti, ovvero che la salute della ghiandola, in tutte le fasi della vita, è profondamente legata all’assunzione, attraverso la dieta e l’integrazione,di adeguate quantità del micronutriente.
 

Partendo dall’analisi di diversi studi epidemiologici, l’articolo propone un aggiornamento sul ruolo essenziale del selenio e sulla sua interazione con altri elementi, quali iodio e ferro, nel processo di secrezione e metabolismo degli ormoni tiroidei, che dipenderebbe infatti da un’adeguata disponibilità di questi elementi.

Nelle patologie della tiroide si riscontra inoltre un’alterazione nei livelli di selenio, e nel testo si evidenzia che vari composti di questo elemento sono stati efficacemente utilizzati per prevenire o trattare alcune malattie tiroidee autoimmuni, il gozzo e anche il cancro della tiroide.

Selenio, il cibo non basta
La principale fonte di selenio è costituita dall’alimentazione: latticini, pesce, frutta e frutta secca, cereali, uova, carne – in particolare il fegato – ne contengono buone quantità, ma ultimamente in tutta Europa si sta riscontrando una crescente carenza di questo micronutriente, dovuta probabilmente alle moderne tecniche coltivazione agricola.

L’apporto giornaliero ottimale si dovrebbe aggirare intorno a 1 μg per ogni kg di peso corporeo, e per garantire all’organismo questa quantità può diventare necessario ricorrere a specifici integratori, soprattutto in condizioni particolari come la gravidanza e l’allattamento, periodo nel quale il fabbisogno di selenio crescerebbe sensibilmente (fino al 30%).

Perché è fondamentale
L’utilità dell’integrazione di selenio nel supportare la normale funzionalità tiroidea è stata scoperta negli anni ’80, con l’identificazione della carenza di questo elemento come fattore chiave nello sviluppo del cretinismo mixedematoso in Africa Centrale, effetti peggiorati sensibilmente dalla eventuale concomitanza con iodio-deficienza.
I motivi dell’importanza di un’adeguata supplementazione di selenio per il benessere tiroideo si spiegherebbero con un’agevolazione del funzionamento di alcuni enzimi – le cosiddette seleno-proteine – che svolgerebbero un importante ruolo protettivo e antiossidante contro i radicali liberi.

Lo studio
Selenium and the thyroid
Köhrle, Josef
Institute of Experimental Endocrinology, Charité University Medicine
Berlin, Berlin, Germany; Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes; 2015, 22:392