Un’adeguata integrazione di selenio favorirebbe la fertilità femminile, facilitando lo sviluppo dei follicoli ovarici, cioè delle strutture preposte a dare vita agli ovuli “maturi”. Il ruolo positivo svolto dal selenio sull’organismo (in particolare sulla tiroide) non rappresenta una novità ed è ampiamente dimostrato da studi precedenti, ma ora, per la prima volta, il suo apporto è stato associato direttamente alla salute riproduttiva della donna. Uno studio condotto in Australia, all’Università di Adelaide, e pubblicato sulla rivista Metallomics, ha dimostrato infatti che i livelli di selenio e selenoproteine sono molto elevati nei follicoli grandi e sani, e possono giocare un ruolo fondamentale come antiossidante durante gli stadi tardivi del loro sviluppo.
I risultati di queste ricerche aprono quindi nuovi scenari sulla duplice importanza di una corretta integrazione di questo micronutriente a supplemento della normale dieta delle donne in età fertile. È infatti noto come eventuali problemi alla tiroide possano determinare percentuali ridotte di concepimento, difficoltà di impianto, aborti spontanei e altri problemi al feto: garantendo il buon funzionamento della tiroide e facilitando allo stesso tempo la creazione dei migliori presupposti per il concepimento, ecco che il selenio potrebbe essere l’arma in più quando si sta cercando una gravidanza.

Ma quanto ne serve?

Il selenio è contenuto in particolare negli alimenti ricchi di proteine, come pesce e carne, e anche nei cereali integrali e nei legumi, però le quantità sono minime, e la dieta potrebbe non essere sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero dell’organismo, rendendo necessaria l’integrazione con prodotti specifici, come ad esempio Syrel®, un nuovo integratore in softgels, studiato proprio per assicurare il corretto apporto di selenio in ogni situazione. Gli adulti necessiterebbero quotidianamente di circa 1 μg per ogni kg di peso corporeo, con un sensibile aumento (fino al 30%) durante gravidanza e allattamento.
Tornando ai risultati dello studio australiano, i ricercatori hanno spiegato che la scoperta del ruolo di “facilitatore” della fertilità svolto dal selenio è arrivata dall’aver osservato che negli ovociti fecondati, ovvero che hanno portato a una gravidanza, l’espressione del gene* codificante una particolare proteina che contiene proprio selenio – la GPX1 – è molto più elevata, anche fino al doppio rispetto alla norma. Questa evidenza renderebbe logico dunque ritenere che il selenio è un elemento fondamentale per la creazione di un ambiente sano e ottimale nel quale la cellula uovo femminile può impiantarsi e svilupparsi.

*In biologia molecolare, con il termine espressione genica si intende il processo attraverso cui l’informazione contenuta in un gene (costituita di DNA) viene convertita in una macromolecola funzionale (tipicamente una proteina).
Fonte Wikipedia

Ultimo aggiornamento: 01/08/2016