Una review da poco pubblicata sulla rivista The Obstetrician & Gynaecologist conferma una volta ancora come le malattie della tiroide siano strettamente correlate alla salute riproduttiva della donna e possano determinare percentuali ridotte di concepimento, difficoltà di impianto, aborti spontanei e altri problemi al feto.
I numeri a riguardo sono di una certa rilevanza, infatti l’ipertiroidismo è presente in circa il 2,3% delle donne con disturbi della fertilità rispetto all’1,5% della popolazione generale femminile, mentre l’ipotiroidismo nelle donne in età riproduttiva, in alcune zone geografiche, ha una prevalenza del 10%. Sono inoltre sempre maggiori le prove del ruolo negativo sulla fertilità svolto dagli anticorpi anti-tiroide anche in donne con valori normali di ormoni tiroidei.

IL COMMENTO DELLO SPECIALISTA
Prof. FugazzolaLa Prof.ssa Laura Fugazzola, Professore Associato di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Milano commenta questa review, ricordando innanzitutto come i disturbi tiroidei rappresentino i disturbi endocrini più frequenti nelle donne in età fertile, e come oggi si stia sempre più ponendo l’attenzione per le donne in gravidanza al problema di eventuali malfunzionamenti della tiroide, anche lievi.
La questione è infatti delicata soprattutto in presenza di anticorpi anti-tiroide, anche senza che alla donna siano state diagnosticate patologie specifiche.

La Prof.ssa Fugazzola spiega che quando a una giovane paziente viene riscontrata questa condizione, ma non si ritiene necessario intervenire con la terapia sostitutiva, la si avverte comunque che in caso di gravidanza è necessario iniziare il trattamento. Una sorta di preallarme per una futura gravidanza.
Il legame tiroide fertilità non è ancora del tutto chiaro, ma comunque certo, e la presenza di autoimmunità tiroidea sembrerebbe interferire soprattutto sull’impianto dell’ovulo fecondato.

Sulle vere cause ci sono attualmente solo alcune supposizioni. Prima di tutto che l’autoimmunità tiroidea si associ in realtà ad altri tipi di autoimmunità sconosciuti, che potrebbero interferire direttamente con l’impianto dell’ovulo fecondato. Altra ipotesi è che gli anticorpi anti-tiroide possano portare a una lieve insufficienza della funzionalità della tiroide, che all’inizio della gravidanza – quando è necessario più ormone tiroideo – impedirebbe l’impianto.
Non ci sono indicazioni precise a iniziare la terapia con ormone tiroideo in una paziente con anticorpi anti-tiroide, ma gli Specialisti di solito la raccomandano sulla base della “Evidence Based Medicine”, perché si è notato che il trattamento con una dose anche molto bassa di levotiroxina migliora la fertilità.
Quando una paziente comunica al Ginecologo che sta cercando una gravidanza, le andrebbe dunque sempre prescritto uno screening della funzionalità tiroidea (Guarda la videointervista con la Dott.ssa Guia Vannucchi) con dosaggio del TSH, e così anche se la donna presenta aborti ripetuti o se dopo un anno di rapporti non protetti non ottiene il concepimento.
L’importanza di questa prassi è confermata dai numeri. La prevalenza di un ipotiroidismo subclinico non diagnosticato nelle donne incinte va dal 3 al 15% e si associa a varie conseguenze: aborto spontaneo, preeclampsia (gestosi), diabete gestazionale, ipertensione gestazionale, parto pre-termine e ridotto quoziente intellettivo del neonato.

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Quale rapporto tra fertilità femminile e benessere della tiroide?
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Le malattie della tiroide possono avere un forte impatto sulla salute della donna, sulla sua fertilità, sull'eventuale gravidanza e sul benessere del feto.
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