Il Prof. Fabrizio Angelini (Presidente della Società Italiana Nutrizione dello Sport e del Benessere) spiega che la terapia di eventuali malattie della tiroide può essere un valido aiuto anche nella risoluzione di patologie tendinee.


La funzione tiroidea è importante come sappiamo per il funzionamento di tutti i nostri organi e apparati. Per quanto riguarda lo sport, ultimamente sono emerse delle novità estremamente interessanti che correlano sempre di più la funzione tiroidea all’attività sportiva. Ironizzando si potrebbe dire che lo sport fa bene, ma se esiste la medicina sportiva probabilmente tanto bene non fa… Ma a parte le battute sappiamo che lo sportivo può andare spesso incontro a un infortunio, legato magari uno sforzo in acuto come ad esempio uno stiramento o uno strappo muscolare, che può avvenire durante un allenamento o un’attività agonistica, ma può avere anche delle patologie che mostrano invece una sofferenza cronica, in particolare a carico dei tendini. Per cui diciamo che, soprattutto in alcuni sport che vanno dal calcio al basket, agli sport di endurance al podismo, meno in questo caso la bicicletta, possiamo avere delle situazioni di patologia tendinea, sia acuta sia cronica. Sembrerà strano, ma in questi casi la valutazione della funzione tiroidea, con la cura di un’eventuale malattia della tiroide, può essere un ottimo ausilio per la cura di queste patologie ai tendini, che sono estremamente fastidiose e spesso sono trattate con terapie infiltrative, anche per lunghi periodi dove non si trovi una risoluzione al problema. Teniamo conto che queste tendinopatie possono essere specchio anche di altre patologie, soprattutto con l’avanzare dell’età. Sappiamo che molto spesso oggi ci avviciniamo allo sport in età non più giovanissima e sappiamo che esistono le tendinopatie con causa metabolica: ad esempio una ridotta tolleranza agli zuccheri, oppure un vero e proprio diabete, comportano un’usura delle nostre strutture e una maggiore frequenza di queste patologie.
Ma tornando a parlare di tiroide, dobbiamo capire se questa ghiandola ha un ruolo in queste patologie. Il Professor Maffulli, che è un medico sportivo Italiano, ha fatto degli studi a Londra estremamente interessanti in tal senso, nei quali ha dimostrato una netta correlazione tra la funzione tiroidea e due forme di tendinopatia, la tendinopatia scapolo-omerale e la tendinopatia achillea. Dimostrando che l’ormone tiroideo va ad incidere sulla rigenerazione tendinea. In particolare sulla sintesi di una sostanza che è il proto-collagene1, il maggior costituente dei nostri tendini. Possiamo dire che quando c’è una tendinosi, o una tendinopatia cronica, o ripetute alterazioni infiammatorie dei tendini, qualunque sia lo sport praticato, va valutata la funzione tiroidea per due motivi: primo, perché si potrebbe scoprire una patologia subclinica che non si sapeva di avere, secondo, perché probabilmente il ristabilirsi della funzione tiroidea, se c’è patologia con la terapia ormonale, oppure con un approccio nutrizionale di supplementazione ad esempio con selenio, zinco o acidi grassi omega-3, può accelerare i processi di guarigione e soprattutto prevenire le recidive che purtroppo in questo tipo di patologia sono molto frequenti.

 
Ultimo aggiornamento: 30/06/2016

Tiroide.com
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La Redazione