Il Prof. Enrico Papini, Responsabile Scientifico AME (Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale) ci spiega come oggi la terapia cronica per l’ipotiroidismo possa trovare evidenti vantaggi nella nuova formulazione liquida dell’ormone tiroideo, che permette di azzerare i tempi di attesa tipici della compressa.
In particolare le donne, che oggi devono coniugare la gestione della famiglia con gli impegni professionali, possono trovare una importante “facilitazione” nella terapia per l’ipotiroidismo grazie all’assunzione della formulazione liquida della levotiroxina, che già “in soluzione”, consente dei tempi di assorbimento molto più rapidi.

 

La terapia dell’ipotiroidismo, fortunatamente a differenza di altri tipi di terapie sostitutive per carenza ormonale, può contare su una eccellente sostituibilità con delle preparazioni orali da assumere una sola volta nel corso della giornata. Questo è un grosso vantaggio rispetto a condizioni con la stessa eziologia: il diabete per esempio o i deficit dell’ormone della crescita. Tuttavia, come tutte le condizioni croniche, anche l’ipotiroidismo nel corso di molti anni, finisce con il creare delle servitù psicologiche che rendono meno tollerata la terapia, per altro molto semplice.
In particolare la tradizionale terapia sostitutiva con compresse in forma solida, richiedeva un periodo di almeno 30 minuti, prima che si potesse avere un assorbimento certo e completo del principio attivo. Tutto questo è vissuto con grande scioltezza da una parte della popolazione degli ipotiroidei, ma da una parte non trascurabile – soprattutto di donne che si trovano in momenti particolari della loro vita, che devono coniugare magari la gestione dei loro bimbi al mattino, con la necessità di presentarsi tempestivamente al lavoro – può rappresentare un’ulteriore variabile, che si aggiunge alle molte già presenti, nel rendere un po’ più “tumultuoso”, e qualche volta anche un po’ più ansiogeno, l’inizio della giornata.
Da questo è derivata l’attenzione nei confronti delle formulazioni che potessero avere una diversa farmacocinetica, e quindi, è stata proposta l’utilizzazione di una formulazione liquida in cui la levotiroxina – il principio attivo – è già in soluzione e quindi saltando la fase della disgregazione della compressa, e poi del passaggio in soluzione del principio attivo, consente dei tempi di assorbimento molto più rapidi. Questo, poi, può avere un’influenza positiva anche sull’assorbimento del farmaco anche in presenza di altri farmaci, sappiamo, per esempio che per il reflusso esofageo, per l’ulcera, per le gastriti, molto spesso si devono prendere dei farmaci che riducono l’acidità gastrica, con un effetto non solo sfavorevole, ma anche poco prevedibile sulla completezza dell’assorbimento della levotiroxina. Accanto a questo esistono anche delle preparazioni in capsule di gelatina, quindi capsule morbide, che contengono un gel che assicurano una cinetica di assorbimento ulteriormente diversa. Quindi possiamo dire che oggi esiste un portafoglio di strumenti che possono essere scelti a seconda dell’impatto che la terapia ha sul proprio vissuto, sullo svolgimento della propria giornata, e che sono in grado di rispondere alle esigenze che di volta in volta ogni persona può incontrare.
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Levotiroxina liquida: più facile, migliore assorbimento, maggiore aderenza
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Levotiroxina liquida: più facile, migliore assorbimento, maggiore aderenza
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Il Prof. Enrico Papini spiega come oggi la terapia cronica per l'ipotiroidismo possa trovare vantaggi nella nuova formulazione liquida della levotiroxina