Il sale integrale marino in realtà contiene una quantità irrisoria di iodio, nonostante il termine “marino”. A riguardo esistono poi numerose credenze: la gente pensa che lo iodio possa essere respirato, mentre invece deve essere ingerito con il cibo, poi in pochi sanno che il sale iodato deve essere conservato in un ambiente adeguato, perché altrimenti può perdere – così come con la cottura – circa il 30% del suo quantitativo di iodio. La credenza che il sale marino contenga più iodio del sale comune è da sfatare: il sale da acquistare e consumare deve essere iodato.
L’arricchimento di iodio consiste in una procedura di aggiunta di questo minerale, che poi deriva dal circolo che dal mare lo riporta attraverso le nuvole sul suolo; lo iodio può essere così aggiunto al sale con tecnologie semplici, ma che comunque ci forniscono una quantità estremamente importante per una funzione assolutamente indispensabile come quella della tiroide.