Gli italiani sanno poco dei problemi della tiroide e faticano a riconoscere l’importanza delle relative patologie.
Questi, in estrema sintesi i risultati di un’indagine Doxa – promossa da IBSA Farmaceutici – presentati lo scorso 11 aprile a Milano.

Soltanto il 20% degli intervistati (un campione rappresentativo della popolazione italiani di età superiore a 15 anni) dichiara infatti di conoscere le malattie della tiroide, anche se l’ipotiroidismo – la più diffusa tra queste – coinvolge ben il 5% della popolazione (2,5 milioni di persone): una percentuale quasi identica a quella del diabete.

E anche dalla metà degli interpellati che afferma di conoscere le malattie tiroidee, emerge invece con frequenza un’immagine distorta della malattia, con sintomi molto visibili ed accentuati (occhi sporgenti, gozzi enormi, ecc.).
Questa percezione allontana, secondo gli esperti, dal riconoscimento della reale importanza delle malattie della tiroide. Infatti, l’ipotiroidismo è ritenuto una malattia seria e limitante solo dal 7% degli italiani mentre in realtà 1 paziente su 3 dichiara di soffrire di importanti disagi fisici.

Una patologia apparentemente facile da riconoscere (secondo il 46%) viene in realtà diagnosticata nella maggior parte dei casi molto tempo dopo l’inizio dei primi sintomi, giustificando l’appellativo di “malattia insospettabile”, proprio perché si pensa all’ipotiroidismo solo dopo aver escluso tutte le altre possibili malattie.
Anche i dati sulla prevenzione inducono a riflettere, con il 70% degli italiani che dichiara di non aver mai fatto un controllo della funzionalità della tiroide. Una superficialità che non risulta certo d’aiuto nel raggiungere l’obiettivo diagnosi tempestive.