Un recente “Consensus” della Società Italiana di Endocrinologia – SIE fa chiarezza sul rapporto tra la malattia di Graves – la più frequente forma di ipertiroidismo - e la cosiddetta orbitopatia di Graves, caratterizzata da esoftalmo, ovvero da bulbi oculari sporgenti e relativi problemi visivi, che nei casi più gravi possono portare alla perdita della vista. In particolare, in questo lavoro viene evidenziato quali tra le diverse modalità di trattamento dell’ipertiroidismo portino il maggiore beneficio, specificamente al problema oculare.

Tra le varie analisi riportate dal Consensus, il risultato più interessante è senza dubbio quello proveniente da uno studio italiano condotto dal Prof. Claudio Marcocci, da cui si evince che la supplementazione di selenio per 6 mesi migliora in maniera significativa la qualità di vita dei pazienti ipertiroidei rallentando la progressione del problema oculare verso forme più gravi.

Viceversa, una delle terapie più utilizzate per il trattamento della malattia di Graves, il trattamento con radioiodio, presenterebbe, in base ad alcuni studi, il rischio di peggioramento o comparsa dell’orbitopatia.

Un’integrazione di selenio risulta dunque il miglior trattamento nella prevenzione e nella riduzione dei sintomi oculari legati alle forme lievi e moderate dell’ipertiroidismo di Graves, senza presentare effetti collaterali. I benefici di questo oligoelemento sono principalmente legati alla sua spiccata azione antiossidante e al suo effetto positivo sul sistema immunitario.
Tra l’altro, già precedenti review avevano messo in risalto proprio l’importanza di una adeguata assunzione di selenio per garantire alla tiroide una buona funzionalità generale.

Tornando all’orbitopatia di Graves, va detto che è piuttosto rara (1% della popolazione generale) e che spesso si presenta in forma lieve, con una patogenesi ancora non del tutto chiara, ma che probabilmente, oltre all’ipertiroidismo, comprende anche fattori ambientali, quali ad esempio il fumo di sigaretta.

In ogni caso, le alterazioni del funzionamento della tiroide – in eccesso ma anche in difetto – possono incidere negativamente sul suo decorso, e se da un lato i farmaci antitiroidei usati per trattare l’ipertiroidismo possono contestualmente migliorare i sintomi dell’orbitopatia, è possibile che dall’altro portino a forme “temporanee” di ipotiroidismo che, se non controllate, rischiano di determinare un peggioramento dei disturbi oculari o persino la loro comparsa ex novo.
 
Bibliografia
Bartalena L, Macchia PE, Marcocci C, et al. Effects of treatment modalities for Graves’ hyperthyroidism on Graves’ orbitopathy: a 2015 Italian Society of Endocrinology Consensus Statement.
J Endocrinol Invest 2015; 38: 481-7
Marcocci C, Kahaly GJ, Krassas GE, et al.; European Group on Graves’ Orbitopathy. Selenium and the Course of mild Graves’ orbitopathy.
N Engl J Med 2011; 364: 1920-31
 

Ultimo aggiornamento 16/03/2016