È ormai dimostrato come le malattie della tiroide siano strettamente correlate alla salute riproduttiva della donna e possano determinare difficoltà di concepimento e di impianto dell’embrione, ma anche aborti spontanei e patologia fetale.

Riguardo a tale correlazione, è stata recentemente pubblicata sull’Indian Journal of Endocrinology and Metabolism, una approfondita review che ha preso in esame i numerosi articoli ad oggi dedicati al legame tra disturbi della tiroide e sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), patologia endocrina tra le cause più frequenti di infertilità femminile.

Dalla revisione dei ricercatori indiani emerge che, anche se cause e sviluppo di ipotiroidismo e PCOS sono del tutto differenti, i due disturbi presentano in realtà delle caratteristiche in comune, tra cui alcune e specifiche anomalie fisiopatologiche.

I disturbi della tiroide sembrerebbero, inoltre, essere più comuni nelle donne con PCOS, le quali avrebbero anche una maggiore probabilità di sviluppare ipotiroidismo e tiroiditi autoimmuni rispetto alla popolazione generale.

Pur essendo chiaro che PCOS e ipotiroidismo sono uniti da uno stretto rapporto, non è tuttavia stato ancora possibile individuare se tale associazione dipenda da fattori di rischio comuni, oppure da un nesso di casualità tra le due malattie.

Per approfondire la questione abbiamo chiesto un commento scientifico al Prof. Stefano Palomba, ricercatore della Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, esperto della PCOS.
Insieme all’Endocrinologo Prof. Francesco Orio, il Prof. Palomba, ha recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Reviews Endocrinology”, un articolo sulle “Nuove linee guida per la diagnosi ed il trattamento della PCOS”.

Il commento dello Specialista
La PCOS è la disfunzione endocrino-metabolica più frequente in età riproduttiva, raggiungendo il 10% di prevalenza.

Nel corso degli anni sono stati effettuati molti studi con lo scopo di valutare le alterazioni endocrine alla base delle cause e dello sviluppo della sindrome, ma anche per riuscire a comprendere quali siano i suoi “organi bersaglio”.

Uno degli organi recentemente preso in considerazione e studiato in maniera approfondita in pazienti con PCOS è la tiroide.

È noto come tale organo sia bersaglio degli ormoni sessuali (estradiolo e progesterone), il cui aumento induce maggiore produzione di tireoglobulina – che lega le forme attive degli ormoni tiroidei (FT3 e FT4) – e conseguente attivazione del rilascio di TSH, l’ormone tiroide-stimolante.

Dal lato opposto, una patologia tiroidea (specialmente l’ipotiroidismo) può di per sé alterare la funzionalità ovarica e innescare un’alterazione endocrino-riproduttiva con caratteristiche simili alla PCOS, in grado di inibire l’ovulazione. Dati comparativi hanno mostrato infatti come l’ipotiroidismo sia associato a una morfologia dell’ovaio solitamente tipica della PCOS, e come tale quadro migliori con la somministrazione di levotiroxina.

L’ipotiroidismo, inoltre, può associarsi a insulino-resistenza, elevato body mass index (BMI), adiposità viscerale, e alterazioni surrenaliche. Tutti segni tipici della PCOS.

Sebbene la diagnosi di PCOS si basi sull’esclusione di patologie endocrine associate, tra cui quelle della tiroide, studi scientifici hanno mostrato un alto tasso di alterazioni tiroidee subcliniche in donne con PCOS quando i dati sono comparati con popolazioni controllo non affette dalla sindrome.

Nonostante i numerosi studi presenti in letteratura, non esistono al momento dati conclusivi riguardo al legame tra PCOS e alterazioni tiroidee. E’ bene, tuttavia, ricordare che per una corretta e certa diagnosi di PCOS, è sempre necessario escludere prima eventuali patologie tiroidee.