Abbiamo ricevuto su racconta@tiroide.com la storia di Chiara P., che ci ha colpito molto perché condivide un vissuto molto diffuso tra i pazienti ipotiroidei, la difficoltà nella gestione della terapia cronica, ma soprattutto perché ha voluto raccontarci la sua “rivoluzione”. Un cambiamento radicale nell’affrontare il risveglio, la giornata e in particolare la terapia cronica per l’ipotiroidismo. Buona lettura.

Con il nuovo anno si è ribaltato tutto. La mia vita professionale, in primis, che finalmente ha ricevuto un riconoscimento importante, con una promozione e un incarico che “premia” la mia esperienza e specializzazione, per me che sono un architetto di progetti “senza barriere”.

E anche il mio risveglio si rivoluziona. Sì, perché il nuovo lavoro è in un’altra città. Non lontanissima dalla mia amata Milano, ma comporta in ogni caso una piccola trasferta. Ora dovrò partire alle 7:30 da casa. La mia sveglia si anticipa, e anche se non sarò più io a svegliare la mia piccola, il lavoro del mattino in casa non cambia, tra colazione da preparare per tutti, pranzo da impostare, bucato da stendere o da ritirare e organizzare il resto della giornata per gli altri (siamo in quattro!).

Mi piace il mattino, il silenzio e la calma che ancora porta con sé dalla notte. Vedere e sentir crescere lentamente il fermento che avrà la città. E mi piace gustarlo, tutto questo. Per un momento ho temuto che avrei dovuto vedere addirittura l’alba. Perché se non fosse per la nuova terapia che ho scelto, in accordo con la mia endocrinologa, altro che risveglio “presto”. Certo che avrei visto l’alba, con questa nuova trasferta delle 7:30 fuori Milano!

Certo con me anche milioni di italiani condividono il risveglio più o meno forzato prima di quanto si vorrebbe a causa della fatidica attesa prima di fare colazione, per far passare quell’oretta necessaria tra la pastiglia e il caffè. Eppure, dopo anni di risvegli assurdi o uscite da casa senza colazione e tanto meno l’amato caffè, una soluzione (nel verso senso della parola!), l’ho trovata.

Soffrendo di ipotiroidismo seguo – e seguirò a vita – la terapia sostituiva con l’ormone tiroideo, che ho imparato finalmente, si chiama levotiroxina (LT4). Fino a qualche tempo fa si trattava di compresse, pastiglie che mi costringevano ad aspettare almeno 30 minuti prima di fare colazione, io per sicurezza ne aspettavo 45. Non mi hanno mai spiegato bene il perché, mi è stato solo intimato “lontano dai pasti, a stomaco vuoto!”.

So dai forum e da alcuni gruppi che seguo che non tutti aspettano tra pastiglia e colazione. Alcuni perché non ne hanno voglia – si fanno prendere dalla pigrizia o sottovalutano gli aspetti di assorbimento e interazione con i cibi – altri perché sono passati a un altro tipo di formulazione (come ho fatto anch’io!). Da tempo cercavo altre terapie, leggevo pareri e ascoltavo le voci degli esperti, tutti trovati on line.
E poi, finalmente EUREKA! Esiste la versione “soluzione liquida” – quindi te la bevi, letteralmente – per l’ormone tiroideo del mattino e in questo modo non c’è più da aspettare.

La spiegazione è talmente semplice che mi domando perché non sia stata inventata subito, anni fa, quando ho iniziato la terapia: la forma liquida è già disciolta, non si deve “scomporre” come invece succede per la pastiglia che è solida appunto. In pratica il mio intestino se la assorbe subito. E così posso farci colazione insieme.

Non ci credevo, ma ho visto video, letto commenti e alla fine ho trovato il conforto e la conferma di esperti e anche di altre come me e soprattutto il riscontro della mia endocrinologa, che è rimasta stupita di questo mio “sapere”.
Sapere è potere, mi viene da dire, perché finché non ci capivo nulla prendevo tutto (la mia terapia ormonale, ma devo ammettere, ogni medicina) in maniera acritica, anche se non sempre con risultati soddisfacenti. Anzi. Parecchia instabilità di umore, di peso, di tono muscolare. Di energia!

Inizio l’anno con una piccola grande rivoluzione che volevo condividere con voi che fate un importante lavoro di informazione e di condivisione. Grazie per la pazienza di leggermi: vorrei dire a tutte le donne che soffrono di tiroide e che bazzicano continuamente in rete per trovare ascolto e conforto, di continuare a cercare la propria soluzione e che informarsi fa solo bene!!
Se vuoi condividere anche tu la tua storia, scrivici su racconta@tiroide.com e pubblicheremo la tua testimonianza.

Ultimo aggiornamento 02/02/2017