A cura della Dr.ssa Silvia Benemei, Farmacologo Clinico – Università degli Studi di Firenze. 
Il percorso in due fasi (dissoluzione – stomaco / passaggio dal lume intestinale al sangue – intestino) che porta all’assorbimento del principio attivo nelle formulazioni di levotiroxina in compresse presenta alcune criticità.

Le formulazioni di levotiroxina in compresse devono essere disciolte a livello gastrico (dissoluzione) prima che il principio attivo possa attraversare la parete intestinale (permeazione), e riversarsi nel torrente circolatorio per poter quindi raggiungere gli organi in cui esplica i propri effetti farmacologici. Questo processo viene nel suo complesso denominato assorbimento.

Tutti i fattori in grado di influenzare la fase di dissoluzione possono variamente alterare la quantità di farmaco che passa nel torrente circolatorio oppure il tempo con cui avviene tale passaggio per una certa quantità di farmaco.

Ciò che accade nel caso della levotiroxina è che fattori quali malattie concomitanti oppure l’assunzione di cibo o di altri farmaci da parte del paziente, riducono o rallentano in maniera più o meno rilevante la dissoluzione della compressa e quindi alterano la quantità di farmaco che raggiunge il torrente circolatorio o il tempo che il farmaco impiega a raggiungerlo. Ciò significa che variazioni nella presenza di tali fattori possono cambiare la risposta clinica ottenuta nel singolo paziente nonostante la dose di levotiroxina assunta rimanga sempre la stessa.

La possibilità che si manifesti tale effetto rappresenta la ragione per cui, nel caso di formulazioni in compresse, vengono date alcune indicazioni specifiche per evitare o comunque limitare al massimo l’interferenza da parte di altri fattori con l’assorbimento della levotiroxina. In alcune situazioni – parafisiologiche o patologiche – che modificano la funzionalità gastrointestinale, l’assorbimento delle compresse può essere alterato e, conseguentemente, gli effetti del farmaco possono variare. Da questo punto di vista, le nuove formulazioni liquide possono rappresentare un avanzamento terapeutico non trascurabile.

Il vantaggio più significativo delle formulazioni liquide è che, essendo il farmaco già disponibile per l’assorbimento al momento dell’assunzione, tutti quei fattori – malattie concomitanti o farmaci – che possono alterare la dissoluzione delle compresse non possono in alcun modo incidere sulla quantità di farmaco assorbito o sul tempo con cui l’assorbimento si realizza. Un recente studio presentato a Orlando (Florida) al 15° International Thyroid Congress ha confermato la superiorità della formulazione liquida, dimostrando ad esempio che non c’è più bisogno di attendere 30 minuti per fare colazione, come invece necessario con le compresse.

L’aspetto più rilevante è che spesso l’intensità e la tempistica con cui i fattori riconosciuti in grado di interagire con la dissoluzione producono i loro effetti, non sono prevedibili a priori nel singolo paziente. A questo proposito vale la pena sottolineare come  anche nello stesso soggetto, tali fattori possano mutare nel tempo.
Una patologia concomitante può essere più o meno grave in diversi periodi della vita e quindi incidere più o meno significativamente con l’assorbimento, oppure un farmaco può essere assunto solo saltuariamente o per periodi di durata diversa o con dosaggi diversi. Perciò molto spesso accade che le variazioni nella risposta terapeutica siano l’unica vera guida per aggiustamenti nel dosaggio della levotiroxina. A ciò si aggiungono due ulteriori elementi da considerare:

  1. nel singolo soggetto possono essere contemporaneamente presenti più fattori in grado di alterare l’assorbimento del farmaco, con un effetto netto finale ancor meno prevedibile;
  2. molti fattori in grado di interagire con la dissoluzione delle compresse potrebbero ancora non essere stati individuati.
In base a queste considerazioni, la possibilità di utilizzare una formulazione il cui assorbimento può, data la dose assunta, essere meno influenzabile da fattori endogeni o esogeni concomitanti, e quindi corrispondere a concentrazioni plasmatiche di farmaco meno variabili, dovrebbe produrre una minore variabilità degli effetti farmacologici e terapeutici nel singolo paziente. Tale ridotta variabilità dovrebbe comportare anche una migliore gestione complessiva della terapia poiché, prevedibilmente, si renderà meno necessario effettuare aggiustamenti terapeutici.
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Levotiroxina in compresse nella cura dell'ipotiroidismo
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La levotiroxina in compresse è una formulazione utile nella terapia delle patologie della tiroide, ma la nuova levotiroxina liquida offre numerosi vantaggi
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