Sono circa sei milioni le persone colpite in Italia da una patologia tiroidea, e il trend annuo è in continua crescita.

Alcuni tra i più importanti esperti di farmacologia ed endocrinologia italiani si sono incontrati a Milano per fare il punto sul ruolo della tiroide come vera e propria “centrale” del benessere e sulle nuove opportunità terapeutiche che oggi sono a disposizione dei pazienti di ipotiroidismo.
Per il trattamento di questa malattia, il principio attivo utilizzato è l’ormone sintetico della tiroide, la levotiroxina: si tratta in teoria di una terapia semplice (una compressa la mattina a digiuno, almeno 30 minuti prima della colazione), ma recentemente è emerso da un’indagine DOXA che circa il 40% dei pazienti risulta insufficientemente o eccessivamente trattato.
Una prima risposta a queste difficoltà è arrivata dalla messa a punto della formulazione liquida del principio attivo, che gli esperti considerano la formulazione più versatile, ma oggi si aggiunge a questa una rivoluzionaria formulazione in capsule molli.
Il prof. Paolo Beck-Peccoz, Endocrinologo Presidente dell’Associazione Italiana Tiroide, spiega che nelle capsule molli, grazie ad una particolare tecnologia farmaceutica, la levotiroxina in forma acquosa è contenuta in una capsula di gelatina molle che protegge il contenuto dall’ossidazione.
Le capsule molli, come la formulazione liquida, garantiscono il risultato terapeutico ottimale in ogni condizione, al contrario della compressa.
Inoltre la levotiroxina in capsule molli è disponibile in 12 diversi dosaggi compresi tra i 13 e i 200 microgrammi che rendono possibile il dosaggio su misura per ciascun paziente e l’assunzione di una sola capsula al giorno qualsiasi sia il dosaggio necessario. Infine, le capsule molli sono apprezzate dai pazienti perché insapori e, soprattutto, facili da deglutire. In definitiva un ulteriore e fondamentale passo avanti verso il miglioramento della qualità della vita quotidiana di chi è costretto a seguire questa terapia cronica.