Tiroide ed Esperti on line: cosa chiedono i pazienti?

Perché scrivere a un medico on line? Quali sono i sintomi che i pazienti riferiscono? E quale il dialogo con lo specialista? Con questo obiettivo sono state analizzate le migliaia di domande pervenute negli anni al servizio “L’Esperto Risponde” di Tiroide.com: ne è nata una ricerca, “Il vissuto della Tiroide”, di Cristina Cenci, antropologa ed Esperta di Medicina Narrativa, che è stata presentata nell’ambito dell’iniziativa Tiroide 2.0, l’evento live che ha coinvolto Esperti di tiroide e utenti, in dialogo diretto via WhatsApp e Twitter.

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Diamo voce alle vostre voci

Ce lo confermano ogni anno le statistiche: le patologie legate alla tiroide sono in crescita in Italia, con oltre sei milioni di persone che ne soffrono. Nel contempo il “Dr. Google” è sempre più presente nelle nostre vite a volte in competizione con il Medico “tradizionale” per darci risposte. Ecco perché Tiroide.com ha deciso di offrire uno spazio alle storie che il sito ha raccolto in questi anni e a quelle che ci vorrete raccontare.

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Gli ospiti

Cristina Cenci - Esperto Tiroide 2.0

Cristina Cenci
Center for Digital
Health Humanities

Laura Fugazzola - Esperto Tiroide 2.0

Laura Fugazzola
Università degli Studi
di Milano

Roberto Gastaldi - Esperto Tiroide 2.0

Roberto Gastaldi
IRCCS G. Gaslini
di Genova

Celestino Pio Lombardi - Esperto Tiroide 2.0

Celestino Pio Lombardi
Columbus/Policlinico
"A. Gemelli" di Roma

Efisio Puxeddu - Esperto Tiroide 2.0

Efisio Puxeddu
Università degli Studi
di Perugia

Augusto Taccaliti - Esperto Tiroide 2.0

Augusto Taccaliti
Università Politecnica
delle Marche

Roberto Franchi - Esperto Tiroide 2.0

Roberto Franchi
Direttore di
Tiroide.com

Mario Pappagallo - Esperto Tiroide 2.0

Mario Pappagallo
Giornalista
e scrittore

Whatsapp domande & risposte

Salve, per verificare il buon funzionamento della tiroide basta fare le analisi del sangue o e necessaria anche l'ecografia? Grazie. Gina

Gli esami di funzionalità tiroidea (fT3, fT4 e TSH) ci danno informazioni sul funzionamento della tiroide mentre l’ecografia ci dà informazioni sulla presenza della tiroide (nei neonati) sulle dimensioni, caratteristiche morfologiche, presenza di anomalie ecc. Direi che sono complementari. Dott. Roberto Gastaldi

E’ vero che bisogna prendere la pillola la mattina a digiuno e perché? E c'è un modo per capire se l'ormone è stato assunto dall'organismo? Grazie Daniela 35 anni.

La L-tiroxina contenuta nelle compresse è in forma di sale che si assorbe soltanto in ambiente acido è questo il motivo per il quale si deve assumere il farmaco al mattino a digiuno. La forma liquida di L-tiroxina elimina questo problema. Dott. Roberto Gastaldi

Come riconoscere i sintomi dell'ipotiroidismo?

I sintomi dell’ipotiroidismo sono eterogenei solitamente nel soggetto adulto compare, astenia, intolleranza al freddo, stipsi, aumento di peso, aspetto del viso “gonfio”. Dott. Roberto Gastaldi

Se si alzano i valori della tiroide, gli effetti su un soggetto maschile o femminile sono i medesimi? Grazie Daniela

Se compare un ipotiroidismo (tiroide che non funziona) i sintomi sono sostanzialmente gli stessi nei due sessi. Dott. Roberto Gastaldi

Mi è stato prescritto un integratore a base di mioinositolo per un tsh alterato. il mio medico di base non è convinto del trattamento. Non so cosa fare. Maria

Se il TSH è alterato bisogna vedere quale valore abbia, quale sia il valore di fT4 e fT3, valutare se vi sia presenza di autoanticorpi anti tiroide e poi valutare clinicamente la situazione ed eventualmente eseguire un’ecografia. Se l’aumento del TSH è minimo, gli altri valori di funzionalità tiroidea sono normali non si interviene con terapia sostitutiva (L-tiroxina), viceversa si deve avviare terapia. Condivido le perplessità del suo medico, ne parli con lui e si faccia prescrivere una visita endocrinologica. Dott. Roberto Gastaldi

Buonasera, ci sono esami specifici per capire se ci sono problemi alla tiroide? Grazie Annalisa

Per valutare la presenza di una patologia funzionale tiroidea basta eseguire la valutazione del TSH, degli anticorpi antitiroide per vedere se c’è predisposizione ed una ecografia per valutare l’eventuale presenza di patologia nodulare – Dott. Augusto Taccaliti

Se assumo la tiroxina ci sono controindicazioni per la pillola anticoncezionale? Grazie Sara

Assolutamente NO. Può assumere entrambe, la mattina la l-tiroxina e la sera l’anticoncezionale Dott. Augusto Taccaliti

Buonasera, sono Donatella e ho 57 anni. Da 8 anni soffro di ipertiroidismo e assumo una medicina 5 giorni su 7. Ho interrotto varie volte ma i miei valori tornano sempre fuori dai range. Mi sono decisa a prendere provvedimenti ma la mia indecisione è se fare l'intervento o la radioterapia. Voi cosa consigliereste? grazie in anticipo.

Dare un parere così è molto difficile in quanto la decisione sul tipo di trattamento deve tenere in considerazione la grandezza della ghiandola, il titolo anticorpale, ecc… Senta il suo endocrinologo che conoscendola le saprà dare il consiglio migliore. Dott. Augusto Taccaliti

Buona sera, ho 26 anni e una lieve disfunzione tiroidea (ipotiroidismo subclinico autoimmune). Prendo la compressa 25 mcg al dí. I dati degli ultimi esami sono:
TSH 1,564 intervallo di rif. (0,400-4,000)
TPO 1397,00 (0,00-60,00)
TG 47,80 (0,00-60,00)
A breve voglio cercare una gravidanza e voglio chiederLe se la malattia della tiroide al mio stadio più creare problemi? Grazie

Assolutamente NO. Può cercare e fare una gravidanza tranquillamente assumendo la sua dose di l-tiroxina che dovrà essere modulata controllando mensilmente il TSH durante la gravidanza. Dott. Augusto Taccaliti

Sono celiaca, ho una grande familiarità ai problemi tiroidei, quali esami devo fare e con quale frequenza? Anna

Buongiorno, è consigliabile eseguire prelievo per TSH reflex, anticorpi anti-tireoglobulina e anticorpi anti TPO la prima volta. In seguito controlla solo TSH reflex ogni 6-12 mesi a seconda dei valori rilevati volta per volta. Prof.ssa Laura Fugazzola

Quali sono le principali cause che comportano degli squilibri alla tiroide? Si tratta di fattori derivanti dall’esterno oppure di tipo genetico, come accade in quasi tutte le patologie di tipo ormonale? grazie STEFANIA

Le alterazioni di funzione della tiroide sono principalmente dovute a cause autoimmuni, che hanno base genetica. Fattori esterni, quali la carenza iodica, sono molto importanti invece come fattore causativo del gozzo e dei noduli i quali possono a volte associare con ipertiroidismo. Prof.ssa Laura Fugazzola

I problemi di tiroide possono avere una origine psicosomatica?

No, allo stato attuale delle conoscenze non vi sono evidenze. Prof.ssa Laura Fugazzola

Sono una donna che per lavoro è costretta ad uscire molto presto la mattina e sono in terapia con levotiroxina in compresse. Ho saputo che esistono formulazioni che mi consentirebbero di fare colazione subito dopo l'assunzione. Potrei sapere qualcosa in merito - Grazie Anna

Sì, esistono formulazioni liquide che hanno maggiore stabilità e che possono essere assunte appena prima di colazione in quanto rapidamente assorbibili. Prof.ssa Laura Fugazzola

Buonasera Vorrei avere notizie circa i vantaggi delle nuove formulazioni di levotiroxina Grazie Vittoria

Le nuove formulazioni liquide di levotiroxina sono efficaci e presentano maggiore stabilità rispetto alle formulazioni classiche. Sono prive di eccipienti e possono essere assunte appena prima di colazione in quanto rapidamente assorbibili. Prof.ssa Laura Fugazzola

Buonasera, ho avuto una diagnosi di tir 3A su un nodulo di 12 mm. Sono in cura da 10 anni per la tiroidite di hashimoto. Il mio endocrinologo ha detto di operarmi, poi sono stata da un endocrinochirurgo che mi ha detto di controllare nel tempo. Ho molti dubbi. Che mi consigliate?

Non è indispensabile in questo caso, l’intervento chirurgico, che potrebbe comunque consistere in un intervento conservativo (Emitiroidectomia mininvasiva videoassistita – Mivat). L’intervento si rende necessario se il nodulo è cresciuto nel tempo o dovesse crescere e /o cambiare le caratteristiche ecografiche. Naturalmente solo una visione più completa e diretta del caso può essere più precisa. Prof. Celestino Pio Lombardi

Buonasera, mi hanno operato da poco per un piccolo tumore togliendomi solo metà tiroide. È vero che non dovrò prendere nessun farmaco? Carla da Genova

Ritengo che vada presa comunque una terapia integrativa, per ridurre la possibilità di uno sforzo eccessivo della tiroide residua, con il rischio di manifestare in questa ulteriori nodularità. Prof. Celestino Pio Lombardi

È possibile che dopo avermi tolto metà tiroide per un tumore, debba essere rioperata per toglierla tutta in seguito alla biopsia? Cristina da Bologna

Sì è possibile, ma dipende dalle caratteristiche dell’esame istologico e dalla stadiazione del nodulo. Prof. Celestino Pio Lombardi

Buonasera, mia madre ha 48 anni e le hanno diagnosticato una ciste di 2 cm attaccata alla tiroide. Ha già prenotato l'ago aspirato. Secondo Voi è un tumore?

L’agoaspirato serve proprio a valutare che tipo di cellule ci sono all’interno, eventualmente se tumore o patologia benigna. E’ opportuno farlo e poi valutarne i risultati. Prof. Celestino Pio Lombardi

Ho un problema soffro di ipotiroidismo e da 4 mesi il mio endocrinologo mi ha calato il dosaggio da 125 a 100mcg ma ho dei dolori muscolari fortissimi, affanno, tachicardia, spossatezza, sonnolenza. Cosa devo fare? Ho anche perdita di sonno e sono ingrassata Grazie

Dalla descrizione della sua sintomatologia non è possibile stabilire con certezza se il suo problema dipenda dalla riduzione della dose dell’ormone tiroideo. Sarebbe necessario capire se questi sintomi pre-esistevano o meno alla riduzione del farmaco e sarebbe utile conoscere il valore degli ormoni tiroidei e/o i motivi per i quali il suo medico le ha ridotto la levotiroxina. Infine, sarebbe utile conoscere la causa del suo ipotiroidismo e il valore degli ormoni tiroidei attuali. Come principio generale le posso dire che la sintomatologia da lei lamentata è piuttosto articolata e aspecifica con la coincidenza di sintomi tipici dell’ipotiroidismo (dolori muscolari, spossatezza, sonnolenza, aumento di peso) e di quelli tipici dell’ipertiroidismo (affanno, tachicardia, perdita di sonno). L’unico modo per inquadrare correttamente questi disturbi è quello di avere a disposizione un recente controllo degli ormoni tiroidei e di poterla visitare per capire il suo stato di salute generale. Le consiglio di tornare dal suo medico di famiglia o dal suo endocrinologo di fiducia e riferirgli quello che le accade. Prof. Efisio Puxeddu

L'alimentazione può influire nel funzionamento della tiroide?

Al contrario di quello che si possa pensare o di quello che è scritto in qualche rotocalco rivolto alle masse, la funzione tiroidea è poco sensibile all’effetto dell’alimentazione, con l’eccezione dell’esposizione a carenza o eccesso di iodio, a carenza di selenio e ad eccesso di tiocianati. Iodio, selenio e tiocianati vanno introdotti in quantità adeguate perché la tiroide funzioni normalmente. La carenza iodica grave determina infatti una ridotta funzione della tiroide che se prolungata risulta nell’infanzia in difetti nello sviluppo fisico e neurologico e nell’adulto in quadri di ipotiroidismo. Seppure carenze più lievi dello iodio impattino marginalmente sulla funzione tiroidea, esse determinano per compensazione aumento di volume della ghiandola e formazione di noduli, delineando il quadro del gozzo endemico. Il defetto di introduzione dello iodio, che in alcune regioni dipende dalla povertà dell’oligoelemento nei cibi e nelle acque, può essere facilmente superato utilizzando nell’alimentazione sale addizionato di iodio e in alcune condizioni (per esempio gravidanza e allattamento) integratori contenenti iodio. Sebbene il sale vada usato in quantità moderate (non più di 3-5 grammi al giorno), se quel poco che viene introdotto è iodato, abbiamo la garanzia di un apporto iodico adeguato. Purtroppo anche il grande eccesso di iodio può risultare in un’inibizione della funzione tiroidea. Questo non può avvenire con la nostra dieta mediterranea, ma ricorre nelle popolazioni dell’estremo oriente che consumano prodotti ittici e alghe, molto ricche di iodio, in grande quantità. Il selenio è un oligoelemento importante per l’attivazione di meccanismi anti-ossidanti all’interno delle cellule tiroidee. La sua carenza risulta pertanto in un danno di queste cellule che può concorrere ad attivare o peggiorare reazioni infiammatorie della ghiandola, quali le tiroiditi. L’introduzione bilanciata di selenio può quindi avere un effetto protettivo sulla tiroide. Poiché viviamo in una regione dove c’è povertà anche di questo oligoelemento nell’ambiente potrebbe essere utile arricchire la dieta di alimenti che contengono selenio. In particolare sono in commercio patate e altri vegetali coltivati in terreni arricchiti di selenio che possono svolgere questa funzione. Oppure al fine di equilibrare l’apporto di questo oligoelemento si può ricorrere ad integratori che lo contengono. Infine i tiocianati sono sostanze contenute nel fumo di sigarette e nelle brassicacee (cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo rosso, cavolo riccio, cavolini di Bruxelles, ecc.). Poiché i tiocianati competono con lo iodio per l’ingresso all’interno della cellula tiroidea, una dieta ricca di queste sostanze risulta in una riduzione della funzione tiroidea o quantomeno nello sviluppo di gozzo in questa circostanza definito sporadico. Quindi attenzione a non esagerare nell’utilizzo delle brassicacee. Prof. Efisio Puxeddu

Il glutine quanto influisce su un ipotiroidismo?

L’introduzione di glutine contenuto in molto cereali, quali frumento, farro, segale e orzo, non influisce in nessuna misura sulla funzione tiroidea. Il glutine rappresenta invece la sostanza tossica che scatena il morbo celiaco, una malattia autoimmune, che può essere associata alle tireopatie autoimmuni, quali la tiroidite di Hashimoto o il morbo di Graves-Basedow. La sua eliminazione dalla dieta non impatta sulla tiroide, ma permette di mandare in remissione il disturbo grastro-intestinale. Prof. Efisio Puxeddu

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