Le vacanze al mare possono incidere sullo stato di salute della tiroide? È una domanda frequente tra i malati di ipotiroidismo. La risposta non è semplice e comporta una premessa che spieghi il ruolo dello iodio nella costituzione degli ormoni tiroidei.
Gli ormoni tiroidei sono costituiti da un aminoacido chiamato tirosina modificato dall’aggiunta di 3 o 4 atomi di iodio, questa aggiunta crea gli ormoni T3 e T4 che regolano il metabolismo e il nostro sistema nervoso.

Perché al mare c’è una concentrazione maggiore di iodio?

Lo iodio è un elemento comparso sulla terra tardivamente, si trovava inizialmente sulla superficie terrestre e poi lentamente grazie agli agenti atmosferici e alle piogge è stato trasportato nelle acque dei mari, perciò è più abbondante nelle acque marine che sul terreno, ma per assumere la dose giornaliera consigliata di 150 mcg occorrerebbe bere circa 3 litri di acqua di mare!

Quindi, respirare l’aria di mare non fa fare il pieno di iodio al nostro organismo, molto più influente è il tipo di alimentazione che si ha quando si è in vacanza al mare: pesci, crostacei, molluschi e soprattutto alghe contengono importanti quantità di iodio, bisogna fare attenzione quindi a non esagerare con questi alimenti. Infatti, è fondamentale, per il benessere della nostra tiroide, il giusto apporto di iodio giornaliero che, se occorre integrarlo, è bene farlo ricorrendo al sale iodato al posto del normale sale da cucina.

Chi deve prestare particolari attenzioni?

Particolare attenzione va prestata nel caso di cicatrici causate da recenti operazioni alla tiroide, per evitare fastidiosi inestetismi è consigliato coprire la ferita con un foulard e applicare creme protettive con schermo totale anche più volte al giorno.

Preferibile evitare l’esposizione diretta ai raggi solari proteggendosi con lenti scure e frequenti lubrificazioni con lacrime artificiali per chi è affetto da orbitopatia di Graves, patologia oculare che può accompagnare una specifica malattia autoimmune iperfunzionante della tiroide: malattia di Graves-Basedow.

Mare sì

Il consiglio di medici e nutrizionisti resta quello di non esagerare con l’apporto di iodio che non deve superare i 600 mcg al giorno e godersi una spensierata vacanza al mare approfittando dei benefici che ne derivano grazie alla stimolazione della produzione di endorfine che influisce positivamente sull’umore e all’aumento di produzione di vitamina D dovuta all’esposizione ai raggi solari.

 

Fonte: Corriere della Sera online “Respirare l’aria ricca di iodio in riva al mare può danneggiare la tiroide?”di Prof. Alfredo Pontecorvi, professore di endocrinologia all’Università Cattolica Policlinico Gemelli di Roma.